28/01/2026

SESSANT’ANNI FA LA TRAGEDIA DI BREMA

Il mondo del nuoto ricorda le vittime


Erano le 18.50 del 28 gennaio 1966, quando un aereo di linea della Lufthansa si schiantò mentre stava atterrando all’aeroporto di Brema, nel nord della Germania. A bordo c’erano 46 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio: morirono tutti.


Tra di loro c’erano anche sette atleti della Nazionale italiana di nuoto: Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo Dino Rora e Daniela Samuele; insieme a loro c’era l’allenatore Paolo Costoli e il giornalista Nico Sapio.


Dovevano partecipare al meeting di Brema, la manifestazione più prestigiosa del calendario europeo invernale, ma non arrivarono mai a scendere in vasca: quello schianto mise fine alla loro vita.


La più giovane delle vittime si chiamava Daniela Samuele e aveva soltanto 17 anni. Nata a Genova, ma cresciuta a Milano nella Canottieri Olona, era una promessa del nuoto italiano, specialista dei misti e del delfino: in valigia, insieme al costume per le gare, si era portata per l’occasione anche il suo primo abito da sera in chiffon. A lei è dedicata la piscina di via Mecenate a Milano, dove nel 2016 è stata posta una targa commemorativa.


Gli Azzurri periti nella tragedia di Brema sono ricordati con una stele allo Stadio del Nuoto di Roma e al Tempio Sacrario degli sport acquatici e nautici eretto sulla via che porta a Brunate, sopra Como.


La Federazione italiana nuoto ha istituito nel 1981 la Coppa Caduti di Brema, cui è intitolato il campionato a squadre e che ha assorbito i numerosi memorial che si svolgevano in diverse città italiane. 


Oggi, mercoledì 28 gennaio, in tutte le piscine delle società affiliate alla Fin alle 18.50, l’orario esatto della tragedia di Brema, l’attività natatoria sarà interrotta per un minuto in ricordo di quei giovani atleti che in un attimo sessant’anni fa videro spezzata la loro vita e la loro carriera sportiva.   



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